Main content

Ci ispiriamo a questo...

Cornell Capa

Henri Cartier-Bresson - Palermo, Italia 1971. Via Lincoln, magazzini Dumas, vendita di tessuti e biancheria.

Umberto Luparelli foto Natura e Architettura

Umberto Luparelli è architetto, vive e lavora a Palermo dove si è laureato ed ha conseguito la specializzazione in Disegno Industriale. Attualmente insegna "Disegno e Storia dell'Arte" presso il più antico liceo scientifico palermitano. Per nove anni è stato responsabile dei corsi di Information and Communication Technology presso il Centro Territoriale per l'educazione degli adulti del distretto Palermo 3. Ha partecipato alla fase "eroica" delle radio libere palermitane, conducendo programmi su Radio Sud e Radio Palermo 2000.

Canon EOS 350D, Sigma 18-200 Lens  https://www.flickr.com/photos/humby/

Considerazioni di un idiota sulla foto d’arte

[ndr] Riporto, un interessante articolo di Michele Smargiassi, su molte cose siamo d'accordo su altre non so, penso che come critico d'arte, immagine e fotografia sia bene ascoltarlo criticamente. Per chi volesse approfondire http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/author/smargiassi_1-22/

(Avviso ai naviganti: questo è un articolo polemico e idiosincratico, direi anzi che è un articolo idiota, da ἰδιώτης, ossia personale, privato, riferito a se stesso. Dunque chi prevede di arrabbiarsi lggendolo, lo salti, e passi al successivo).

La “giovane fotografia d’arte”, guai a chi la tocca. Per aver espresso un suo parere personale, anzi un suo disinteresse personale verso certi fotografi contemporanei che ”copiano quello che hanno fatto i pittori con cinquanta, cento, anni di ritardo”, Gianni Berengo Gardin è stato recentemente descritto su un blog di critica d’arte più o meno come un facilone, superficiale e banale, un fotografo rigido, annoiato e stanco, vittima di un senso di inferiorità e attento a “marcare il suo territorio”, e sfidato a sostenere le sue opinioni davanti a un “democratico” consesso di “fotografi-artisti (e non), critici, galleristi, storici della fotografia e direttori di festival e musei”. Mah…

Berengo è un signore, io invece sono un “idiota”, e non ho problemi a fare esempi, senza necessità di fare nomi perché, ahinoi, non è questione di persone, ma di tendenze quasi di massa…

Eccoti dunque, o giovane artista fotografo, una lista parziale, incompleta e aggiornabile di suggerimenti per creare i tuoi prodotti, etichettandoli come fotografia d’arte, in modo che sicuramente non piacciano a me, ma piacciano a molti.

Parti per una profonda emotiva commovente indagine sul tuo vissuto, fotografa tutti gli oggetti della tua esistenza, non ti chiedere perché a qualcuno dovrebbe fregargliene qualcosa di come vivi il tuo vissuto, sei un artista! Il tuo vissuto è universale! Parti con la tazza incrostata del tuo gabinetto, prosegui col tuo spazzolino da denti spelacchiato. Anche i tampax usati possono andare. Non avere limiti né pudori.

Donne nude. Non si sbaglia mai. Mica roba porno, eh. Erotismo sublimato. Mettici specchi (molto simbolici), ottimo un crocifisso, molte corde, macchie di incerta provenienza, magari sangue, così si capisce che le tue foto non servono ai ragazzini per farsi le pippe. Se poi ti inventi uno pseudonimo giapponese, hai fatto bingo.

Read more...

Encuentro con CRISTINA BESA

En el marco de la exposición de fotografía que puede visitarse hasta el 28 de junio en La Posada de Bellver, el encuentro con Cristina Besa nos permitirá acercarnos a comprender el proceso creativo de su proyecto RACINA y la trayectoria de la artista. RACINA es la fusión del cuerpo con la comida, con los alimentos que comemos.

En el video "Making of RACINA" se podrá ver como el modelo Raúl, cocinero, aguantó con mucha paciencia en posturas acrobáticas durante la sesión fotográfica, mientras le decoraban con ajo & cebolla, gambas, centollo o pulpo. Cristina Besa reside y trabaja desde 2006 en Palma de Mallorca, donde continúa explorando su trabajo fotográfico CORPI INCROCIATI, que empezó en 1994. Centra su investigación en el cuerpo como lenguaje visual a través de distintas series de fotografía en blanco y negro.

Cada fotografía es única, 100% analógica, realizada exclusivamente mediante técnicas creativas en el cuarto oscuro. NO PHOTOSHOP!

  

www.besaarts.com

Andy Rocchelli, il fotoreporter ucciso in Ucraina


Andy Rocchelli, il fotoreporter ucciso ieri da un colpo di mortaio vicino a Sloviansk, in Ucraina, aveva 30 anni, era originario di Piacenza e membro fondatore del collettivo fotografico Cesura. Da giorni si trovava in Ucraina insieme al traduttore Andrei Mironov, anche lui morto dopo l'attacco. Rocchelli, dopo un Master presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Visual Design, ha lavorato per Grazia Neri Photo Agency e nel 2007 come assistente nello studio di Alex Majoli, collaborando con post-produzione e montaggio di mostre.  Nel 2008 ha fondato Cesura, un collettivo con altri quattro fotografi. Cesura lavora sul processo artistico di editing, sequencing e la stampa, seguendo progetti fotografici (libro) e la completa produzione di mostre. Dal 2009 Andy ha iniziato una documentazione seriale degli abusi sui civili negli stati del Caucaso in Ingushetia Checenya e Daghestan. Nel 2010 collaborando con Human Right Watch, documenta la crisi etnica nel Kyrgyzstan del sud. Dal 2011 copre gli avvenimenti legati alla “Primavera Araba” in Tunisia e Libia. Dal 2008 incomincia una documentazione a 360° sull’Italia, documentando il fenomeno del velinismo nella TV commerciale italiana, i seminari e la vocazione dei giovani preti, la cronaca in Calabria. Vive e lavora tra Mosca e Milano, collaborando con riviste e giornali nazionali ed come Newsweek, LeMonde, Wall Street Journal, ForeignPolicy, Novaya Gazeta, Panorama, Espresso, Sportweek, Zurich Zeitung, Kommersant. Lavora con Ngos e associazioni del calibro di  HumanRightsWatch, Cooperazione Italiana, Soleterre, WomenAgainstViolence Italy.

[http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Andrea-Rocchelli-il-fotoreporter-ucciso-in-craino-24d93be6-d279-41d3-b760-8d5e3da4759b.html ]

Subcategories