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SS.113 - COSTA SUD - PALERMO

Martedì 17/09/2013

Mostra Fotografica di Giacomo D'Aguanno nell'ambito della SETTIMANA DELLE CULTURE 
"Palermo, città di mare, a volte sembra disprezzare questo suo tesoro: lo dimostrano, con intrinseca poesia, le foto di Giacomo D’Aguanno in questa serie di vedute della costa sud palermitana la quale non riesce a scrollarsi quel degrado, che ormai da decenni la connota. Borgate storiche tradite, si affacciano sul bel Golfo di Palermo, dipinto da tutti i vedutisti locali e non nel corso dei secoli, affascinati dal mare e dalla elegante sagoma del Monte Pellegrino, che ne sigilla e definisce il paesaggio....."

Gente di stazione

 gente di stazione 11 20140311 1282139876Domenica mattina, una stazione qualunque, un sogno evanescente tra un fischio di treno ed un annuncio svogliato. I viaggiatori, pochi e per lo più sonnecchianti, siedono in ordine sparso sulle panchine lungo i binari. Le nove del mattino. C’è già chi si prepara con tutti i pacchi e valigie alla partenza per Milano delle 11,40. Un tale legge un giornale sdraiato su una panchina di marmo. Due innamorati colgono gli ultimi attimi di intimità prima della partenza di uno dei due che lo porterà …vicino da qui, il prossimo treno è solo un locale che non percorre più di 100 km.

La Stazione, capolinea con il resto del mondo, sporca ed affollata come sempre, dove anche l’aria pare appiccicosa. Pochi uomini trafelati, corpulenti e tarchiati, con le camicie debordanti sul basso ventre per stomaci pieni di spaghetti sugo e melanzane, non si contendono nemmeno i carrelli per il trasporto bagagli. Qualcuno corre inutilmente ad una velocità lenta, a piccoli passi, per i pantaloni troppo stretti alla vita ad accaparrarsi il primo carrello possibile.Gli emigranti ritornano a casa a Verona o Vicenza, in altre parole quelli del Palermo-Venezia delle 14,30  si portano una grande quantità di cose al loro ritorno. Cassette di bottiglie di salsa di pomidoro fatta in casa con tutti i parenti, bidoni da 25 litri d’olio delle loro terre.Quelli stessi dei carrelli,  ancora una ressa di sole tre persone per salire in carrozza e occupare quanti più posti possibili.In alcuni scompartimenti di prima classe, una famiglia con bambini ben vestiti, hanno occupato con qualche rivista i due posti rimasti liberi. Tre turisti dalla faccia americana hanno fatto lo stesso in un altro scompartimento più in là.La maggior parte della gente, però, viaggia altrove. Sicuramente nelle carrozze di seconda con il sedile allungabile che di sicuro non si allunga  mai e lo strapuntino sempre occupato nel corridoio. Via si parte.Si segue una casa bianca dal tetto squadrato, una palma, una nuvola. Un respingente. Un macchinista saluta con la mano.Sono ricordi di ognuno di noi a cui magari ci si lega per non lasciare del tutto fisicamente un posto da cui ci si allontana.Lasciarsi alle spalle Messina dalle panchine sul ponte della Caronte, è sempre molto emozionante. Tra Rodbyhavn e Puttgardtner è lo stesso così come a Danzen per Trelleborg o a Gallipoli sui Dardanelli. Abbandonare una terra per un’altra, una avventura ancora, ci fa sentire dei piccoli Ulisse o almeno lo crediamo per quella mezz’ora di mare.
di nino pillitteri

Oreto Bandita

oreto bandita 1 20140311 1195473264Dimenticato proprio non è il termine migliore per definire il fatto di essere ricordati come la prima discarica di macerie dopo la guerra, o il primo sito di carico di sabbia di mare utilizzato abusivamente durante  il sacco di Palermo dalla fine degli anni '60 nel periodo in cui in una notte venivano demolite palazzine in stile Liberty ed innalzate le fondamenta per la costruzione di scheletri in cemento alleggerito per palazzoni di periferia. La sabbia veniva da lì. Poi del resto sono stato ingiusto a definirla come area abbandonata dalle autorità.

E' vero, prima di ogni elezione è una zona battutissima, fonte inesauribile di voti, molti di scambio. Praticamente una fogna a cielo aperto, il fiume Oreto che scorre dal cuore Conca d'Oro verso il mare. Bagnanti russi prendono il sole e si tuffano felici tra le onde e le macerie. Dietro la spiaggia nasce un quartiere senza nome, senza nome sono anche le strade. Le case non hanno allacci fognari in quanto non appena costruite sono state occupate illegalmente.

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Steve Mc Curry Siena

mccurryCome in tutte le tappe del "viaggio in Italia" che sta compiendo Steve McCurry con mostre di grande impatto, anche a Siena si è acceso uno straordinario interesse del pubblico, sia italiano che straniero. Si è così deciso di prorogare la mostra fino al 6 gennaio 2014, per offrire una più ampia possibilità di visita.

A tutti i visitatori viene consegnata gratuitamente una audio guida nella quale lo stesso Steve McCurry racconta in prima persona le sue foto e attraverso di esse la sua avventura umana e professionale, con aneddoti, racconti, punti di vista, contesti e storie appassionanti.
Continua ad essere attivo il servizio di prenotazione via internet o call center. Per le scuole il Servizio didattico del Santa Maria della Scala organizza nuovi e coinvolgenti laboratori didattici.

Steve McCurry non è solo uno dei più grandi maestri della fotografia del nostro secolo, premiato diverse volte con il World Press Photo Awards che si può considerare come una sorta di premio Nobel della fotografia, ma è un punto di riferimento per un larghissimo pubblico, soprattutto di giovani, che nelle sue fotografie riconoscono un modo di guardare il nostro tempo e, in un certo senso, "si riconoscono".

La mostra è curata da Peter Bottazzi, che ha progettato il percorso espositivo, e da Biba Giacchetti di Sudest57, che rappresenta McCurry e ne cura tutte le attività espositive. L'allestimento, di grande impatto scenografico e studiato appositamente per gli ambienti del Santa Maria della Scala, è differenziato in ciascuno degli spazi tematici e si sviluppa attraverso l'antica "strada interna" e gli ambienti adiacenti, oggi sede del museo Archeologico Nazionale.

Come in un "viaggio intorno all'uomo", la mostra si apre con la Scoperta: una grande galleria di ritratti che l'obiettivo di Mc Curry ha raccolto nell'arco della sua lunga esperienza e continua a raccogliere in ogni suo viaggio.

Tra i veli, che sono le quinte di questa galleria, ogni visitatore può cercare il suo percorso nel gioco di rimandi che lega tra loro uomini e donne provenienti dai luoghi più disparati della Terra.
Passando attraverso le tracce di una presenza umana più rarefatta, ci si avventura poi nella Vertigine della guerra, del dolore e della paura, che McCurry ha documentato con la stessa partecipazione emotiva.
Nella sala successiva il visitatore trova invece un mondo di Poesia, dove l'uomo si riscatta, si avvicina alla natura e allo spirito e ritrova la gioia di vivere.
La sorpresa e lo Stupore caratterizzeranno la quarta sezione, dove si incontrano le immagini più curiose e inattese, dove l'uomo ritrova lo sguardo dell'infanzia e l'incanto della vita.

In una ultima tappa del "viaggio intorno all'uomo" sarà la volta della Memoria, con la proiezione, nei Magazzini della Cordicella, di un documentario di National Geographic in cui si racconta la ricerca di Sharbat Gula, la piccola afgana, 20 anni dopo l'incontro da cui è nata una delle immagini più famose di tutta la fotografia mondiale.

In mostra vengono presentate oltre 200 foto, stampate in vari formati, con una netta prevalenza delle grandi dimensioni. In un video realizzato da Epson viene raccontato, come in un backstage, il delicato lavoro della stampa a colori su carta fotografica.

La mostra di Steve McCurry arriva a Siena dopo aver raggiunto 400.000 visitatori in 4 città italiane, rinnovandosi ogni volta nell'allestimento, studiato appositamente per dialogare con ambienti di grande suggestione come quelli del Santa Maria della Scala, e nella selezione delle immagini esposte.
Anche la mostra senese comprende una antologia di tutta la produzione di McCurry, con numerose delle sue immagini più famose, scattate nel corso degli oltre 30 anni della sua straordinaria carriera di fotografo e di reporter, insieme a una selezione molto ampia dei suoi lavori più recenti: il progetto "The last roll" con le immagini scattate utilizzando l'ultimo rullino prodotto dalla Kodak, gli ultimi viaggi a Cuba, in Thailandia e in Birmania, con una spettacolare serie di immagini dedicate al Buddismo, il viaggio in Africa tra Tanzania ed Etiopia e una selezione delle fotografie scattate nei recenti e numerosi soggiorni italiani.

Steve McCurry / Icons, a cura di Biba Giacchetti, è il volume realizzato da Sudest57 e Steve McCurry Studio in cui il fotografo e la curatrice hanno selezionato le 50 immagini più belle, le più famose ma anche quelle verso le quali McCurry nutre un particolare sentimento. In una lunga conversazione tra i due, per la prima volta Steve McCurry racconta le sue icone, svelandone spesso i retroscena.

La mostra, realizzata per iniziativa del Comune di Siena in collaborazione con Opera della Metropolitana, è promossa e organizzata da Opera - Civita Group, con la collaborazione di Sud Est57.

Informazioni
www.stevemccurrysiena.it

Orari di visita alla mostra e al Santa Maria della Scala
FINO AL 3 NOVEMBRE
Tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.00
giovedì 31 ottobre, venerdì 1 novembre e sabato 2 novembre la mostra rimarrà aperta fino alle 23.00

DAL 4 NOVEMBRE 2013 AL 15 DICEMBRE 2013
lunedì e giovedì: ore 10.30 - 16.00
(ultimo ingresso alla mostra ore 15.00 e per il SMS ore 15.30)

martedì e mercoledì - giorni di chiusura

venerdì, sabato e domenica: 10.30 - 19.00
(ultimo ingresso mostra ore 18.00 e per il SMS 18.30)

DAL 16 DICEMBRE 2013 AL 24 DICEMBRE 2013
lunedì - giovedì: 10.30 - 16.00
(ultimo ingresso alla mostra ore 15.00 e per il SMS ore 15.30)
venerdì, sabato - domenica: 10.30 - 19.00
(ultimo ingresso mostra ore 18.00 e per il SMS 18.30)

25 dicembre - giorno di chiusura

DAL 26 DICEMBRE 2013 AL 6 GENNAIO 2014
aperto tutti i giorni ore 10.30 alle 19.00
(ultimo ingresso mostra ore 18.00 e per il SMS 18.30)

Audioguida
E' disponibile e gratuita per tutti i visitatori, un'audioguida della mostra, nella quale Steve Mc Curry presenta in prima persona le sue fotografie.

Biglietti
Mostra (inclusa audioguida)

Intero € 10,00
Ridotto € 8,50 (minori di 25 e maggiori di 65 anni, universitari con tesserino, gruppi di almeno 15 persone, titolari di convenzioni appositamente attivate)
Ridotto speciale € 6,00 (scuole secondarie di primo e secondo grado, minori di 18 anni)
Gratuito (minori di 11 anni, disabili + 1 accompagnatore, giornalisti)

Cumulativo Mostra + Complesso Santa Maria della Scala (inclusa audioguida mostra)

Intero € 12,00
Ridotto € 10,00 (minori di 25 e maggiori di 65 anni, studenti universitari con tesserino, gruppi di almeno 15 persone, titolari di convenzioni appositamente attivate)
Ridotto speciale € 7,50 (scuole secondarie di primo e secondo grado, minori di 18 anni)

Prenotazione e pacchetti culturali
Tariffa: + € 1,00 a biglietto
Call Center 0577 286300
e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
on line: www.stevemccurrysiena.it

Complesso Museale Santa Maria della Scala
Piazza Duomo - Siena
tel. 0577 534511
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
www.santamariadellascala.com

 

"But Baxt ta Sastipè" cioè "che voi possiate essere sani e fortunati"

campo rom palermo 13 20140311 1278630753

Piove, è giovedì e sono le 8 del mattino a Palermo. Il campo nomadi si trova in una nicchia della Palermo bene, vicino lo Stadio delle Palme e poco distante dallo stadio di calcio. E' immerso nella riserva di caccia reale del parco della favorita. Diversi atleti e semplici cittadini si alzano presto per allenarsi anche prima del lavoro.Sono già stato al campo Rom per chiedere il permesso di fare qualche scatto. Ho parlato con delle donne ma è necessario parlare con i responsabile del campo.

I capi in effetti sono tre, di tre etnie differenti. La pioggia ed il mattino presto possono aiutarmi. Non ho portato apposta l'ombrello. Mi lascio bagnare. Parlo con Beriò e Alì e ho il permesso di fare foto. Mi portano in giro e mi fanno da guida. Poi la pioggia aumenta e mi lasciano correndo sulle loro ciabattine incrociate tra pozzanghere e fango, mani in tasca stretti nelle loro giacchette luride.

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Geisha

japan 1 20140310 1682857657“Geisha” termine che deriva da due kanji “Gei” o arte e “Sha” persona E’ di questi giorni la notizia che la prefettura di Kyoto ha installato dei cartelli lungo le strade del quartiere di Gion dove si chiede ai turisti di avere rispetto per le Geishe. Contemporaneamente molti Ochaia (casa da the) hanno predisposto un servizio di sorveglianza per proteggere sia le Geishe ma anche i loro facoltosi clienti, e questo dopo alcuni spiacevoli episodi ai limiti del verosimile. La volgare e morbosa curiosità del turismo di massa si spinge al punto da importunare le Geiko o le più giovani Maiko strattonandole per i vestiti o inseguendole per toccare loro i capelli e capire se siano veri o una parrucca. Artiste, raffinate intrattenitrici, abili nell’arte della conversazione, esperte nella danza e nel canto le Geishe sono nel mondo moderno quasi un contrasto stridente.

La loro identità è al di là del tempo e dello spazio fisico dove operano.Nella cultura giapponese la “Geiko” è una donna icona di fascino e di raffinata sensualità al di là dei canoni di bellezza comuni. Ancora oggi uomini d’affari e politici si contendono il privilegio di potere passare una sera in un Ochaia insieme ad una Geisha. Prima della seconda guerra mondiale a Kyoto vi erano circa ottantamila Geishe oggi se ne contano circa un migliaio. Ma se per i giapponesi il rispetto nei confronti di queste donne eteree e raffinate è massimo, non si può dire lo stesso per i turisti che, attirati da romanzi e favolistiche storie, arrivano in carovane ciarlanti invadono il quartiere di Gion e iniziano un vero e proprio safari a caccia di Geishe. Il loro essere inopportuni li spinge ad entrare all’interno di abitazioni e Ochaia pur di immortalare qualcosa che credono sia messo lì in una sorta di spot turistico e non sia una realtà diversa e lontana anni luce dalla loro. Quanto sia invasivo questo comportamento è comprensibile solo facendo alcune premesse. La città di Kyoto è una delle città più raffinate del Giappone. Particolare, nel suo essere una città segreta, dove il bello non viene urlato ma solo sussurrato. All’interno delle case si trovano meravigliosi giardini ma ad un occhio superficiale l’ingresso di quelle case appare quasi disadorno e sicuramente poco interessante.

Scoprire la Kyoto segreta è un viaggio nel viaggio, una sorta di evoluzione dell’io alla ricerca del bello. Con questa premessa si capisce come un quartiere come Gion, antico, storico, dichiarato patrimonio dell’umanità e protetto dagli abitanti della città come un prezioso gioiello viene letteralmente stuprato da folle di turisti da “vacanza tutto compreso” che non conoscono nulla della storia e della cultura di questo popolo e arrivano con i loro pullman a caccia della curiosità esotica e non alla ricerca del bello.

Articolo e foto di Gianfranco Spatola

Japan in Palermo

L’Associazione Culturale Sicilia Giappone ha realizzato una manifestazione di Arte e Cultura Giapponese con la partecipazione di 23 maestri giapponesi, provenienti da Tokyo e Kyoto, esperti in arti e cerimonie tradizionali giapponesi.

La mostra fotografica di Hisashi Itoh. L’antica arte marziale dello Iaido con i maestri Tokoro,Browning e Miho Nagatsuka. Mitsuko Oyabu, maestra di Ikebana; Toshie Nishimura, maestra di Sado (cerimonia del tè) e di Kitsuke (vestizione del Kimono) Kazuko Miyaji, con le signore Setsuko Matsui, Setsuko Yoshinaga e Kazuko Kitamura. Si esibiranno anche la maestra di Shodo (calligrafia) Keiko Shimatani, la maestra di Sado (cerimonia del tè) Hiroko Nagatsuka con le signore Kuniko Tokoro e Mai Tokoro.

Articolo e foto di N. Pillitteri

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