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Reuters non userà più i file RAW

Ai profani la cosa non dirà niente ma per i fotoreporter è una notizia: l'agenzia vuole immagini più leggere e aderenti alla realtà, e le vuole prima. La stessa Agenzia Magnum ormai è sullo stesso avviso.
C'è da dire che però molti fotografi usano scattare le loro foto in formato RAW, anche se più pesanti in termini di MB, si possono effettuare correzioni in fase di post produzione e lavorare meglio su esposizione. gamma colore etc.
Parlando con alcuni amici fotografi matrimonialisti si è scoperto che alcuni forniscono i loro file RAW. Io non sono d'accordo e meglio di me Gloria Soverini su http://www.fotografiaprofessionale.it/ sintetizza in 10 punti il perchè non è bene fornire all'utente il file RAW ma soltanto il prodotto finale in .jpg.
1. I file RAW non sono il prodotto finale
E' come andare in un ristorante e pretendere che il cuoco ti dia gli ingredienti e non il piatto finito
2. I potenziali clienti vedono le foto finite nel tuo portfolio, non i RAW
Il tuo stile è il connubio perfetto fra come scatti le foto e come le post-produci
3. I RAW hanno bisogno di sviluppo e procedimenti specifici
“Non lo sai ancora, ma tu NON vuoi fare sviluppo e post. Potresti iniziare a piangere“
4. Potrebbero esserci editing e post senza il tuo consenso
È come dare a qualcuno la bozza di un tuo manoscritto e poi vedere il libro pubblicato con correzioni ed aggiunte fatte da terzi
5. A volte, la post è davvero necessaria
Correzione dei difetti e rimozione degli elementi indesiderati sono fra gli elementi che rendono le foto il risultato del lavoro di un professionista, e non il frutto del caso. La cura è sia durante lo scatto, che dopo
6. Molti clienti non sono contenti delle foto non postprodotte
“Se la post è fatta bene, sembra così naturale che non pensi che ci sia… ma c’è, fidati”
7. Qualità più che quantità
“Preferisci avere 150 foto bellissime, sviluppate e postprodotte con attenzione al dettaglio, o preferisci avere 2.000 foto non ritoccate, grezze, come se le avesse scattate tuo cugino?“
8. Non ce l’ho con te. Parliamone
“Non sto dicendo che non ti darò i file RAW perché non voglio che tu sia felice“
9. Non voglio che venga giudicato il mio lavoro non finito
“Voglio assicurarmi che qualunque cosa vedano le persone, rappresenti il mio lavoro completo”
10. Perdita di potenziali clienti
La fotografia è un flusso che va dallo scatto alla post, e solo la foto “finita” lo rappresenta pienamente.

Lo scambio, un film di Salvo Cuccia

giovedì 23 giugno 2016 esce nelle sale il film del regista palermitano Salvo Cuccia nei cinema con Salvo Luna e Paolo Briguglia, a palermo al cinema Arlecchino! Da vedere http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/film/lo-scambio-trailer-ita/33631194/1/1

Madonna con bambino

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Madonna con bambino è una piccola galleria di Mike Palazzotto. Il titolo è stato scelto da me per sottolineare le immagini che qui naturalmente e purtroppo drammaticamente fanno ritornare alla mente immagini ricreate su tela dai grandi pittori della tradizione italiana. A differenza degli olii rinascimentali che raffigurano madonne ben nutrite e bambini paffuti qui Mike riprende donne magre e bambini che hanno sopportato il viaggio su barconi della speranza per giorni nel Mediterraneo. Una cosa li accomuna, gli sguardi, la dignità e a volte un accenno di sorriso. Uno sguardo alla speranza di chi ce l'ha fatta, almeno ad arrivare qui vivo. Mike Palazzotto è stato premiato con il Premio di Giornalismo "Mario Francese" 2016 nella categoria fotografia e giornalismo.

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Sandra Dillon at Phillips' Mill Photography Exhibit

So happy & honored to have received 'Best of Show' at the Phillips' Mill Photography Exhibit for my image of "Loa in Hot Pot, Iceland." Thanks to @lisas_art_life for the beautiful white frame! ‪#‎newhopeart‬ ‪#‎hestasport‬ ‪#‎buckscountytreasures‬ ‪#‎iceland‬
‪#‎photography‬ ‪#‎phillipsmill‬    check :: https://www.facebook.com/sandra.dillon.161

'Ogni giorno ad ogni ora'

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Iacampo compie la sua trilogia siciliana
Il video racconta una giornata nel quartiere popolare Ballarò di Palermo. La canzone parla della passione che accompagna ogni nostro momento della crescita e di come la musica nobilita ogni nostro gesto quotidiano, perché è essa stessa frutto di gestualità armonica. Sono appunto le azioni rallentate del video che, assieme agli sguardi, raccontano le storie che si intrecciano con il passaggio silenzioso del protagonista: il barista africano, i bambini del quartiere, la ballerina che si allena per strada sono le vite che testimoniano la passione per la vita, in ogni luogo e tempo. Il quartiere di Ballarò è stato scelto appositamente. È come ogni frontiera, terra di incontro e scontro di uomini, raccolta di anime. Palermo, città di acqua e di fuoco, è anche una fucina di creatività popolare, scuola dell'adattamento. La trilogia dei video degli ultimi singoli di Iacampo è la trilogia dei gesti, tutti girati in Sicilia, terra cara all'artista: in 'Palafitta' la danza delle azioni automatiche e inconsulte, in 'Pittore elementare' la danza coreografica dei ballerini, in 'Ogni giorno ad ogni ora' il melting pot finale, la fusione armonizzata delle cose, in musica.
Da un'idea di Marco Iacampo
Regia e direzione della fotografia: Lorenzo Pezzano
Montaggio e post produzione: Alice Lorenzon
Segreteria di produzione: Gemma Randazzo

Backstage fotografico: Paolo Barbera e Nino Pillitteri

SPECIALE TG1 DEL 20/03/2016

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Gianni Berengo Gardin e Piergiorgio Branzi ripescano dai loro archivi le foto francesi degli anni Cinquanta, quando Parigi era la capitale europea della cultura. 

Mimmo Jodice apre la sua camera oscura, il laboratorio delle sue sperimentazioni artistiche e mostra le foto inedite dell'avanguardia pop degli anni Settanta e Ottanta, con i ritratti di Joseph Beuys e Andy Warhol. 

"Nero su bianco" ricostruisce l'avventura della nascita del fotogiornalismo italiano dopo il periodo del fascismo e dell'istituto Luce, con documenti d'epoca e le testimonianze di Uliano Lucas, Lisetta Carmi, Giovanna Calvenzi, i ricordi dei fotografi scomparsi, Mario Dondero, Ugo Mulas e Gabriele Basilico: il ritratto dell'Italia del dopoguerra attraverso le immagini dei migliori fotografi, in bianco e nero. [vai allo speciale 1:04.37]

Premio Francese, Formigli: fatti visti da vicino

“Vorrei partire dal mio viaggio rocambolesco, perché penso che l’inviato non possa perdere il contatto con la realtà, altrimenti si rompe un patto di serietà con il pubblico. E senza vedere le cose da vicino questo mestiere non sarei in grado di farlo”. Corrado Formigli ricorda così il reportage girato a Kobane, la città siriana assediata dall’Isis, con cui il giornalista e conduttore di Piazzapulita ha vinto la XVIII edizione del Premio giornalistico intitolato a Mario Francese, cronista giudiziario del Giornale di Sicilia, ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. La cerimonia, organizzata come ogni anno dall'Ordine dei giornalisti di Sicilia, in collaborazione con l’associazione Uomini del Colorado, si è svolta stamane nell’aula magna dell’antica sede del liceo scientifico Benedetto Croce, a Palermo, con la partecipazione di oltre 150 ragazzi dell'istituto diretto da Simonetta Calafiore.

Corrado Formigli 
Mike Palazzotto 
 
Tony Gentile

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