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Resoconto di viaggio: Cammino di Santiago

di Ilenia Anna Romeo vedi la Galleria completa 67 images

         

Sono tornata dico ai miei amici e a chi incontro, sono tornata dal “cammino di Santiago”.
Si dice così tutto unito, e tutti capiscono di cosa tu stia parlando. Si, perché non è Santiago il luogo in cui vai ma “il cammino di Santiago”, che diventa il luogo il tempo e lo spazio. L’accento non è sulla meta ma sul percorso, sui passi, sui giorni e le ore, sul meteo, sulle salite e le discese, sul peso del tuo zaino che è tutto ciò che hai, sul quotidiano incedere che ti porterà ogni volta al prossimo albergue e al prossimo incontro, alla cattedrale di Santiago e anche più in là. A me fino a Finisterre.
resoconto di viaggio cammino di santiago 1 20180729 1141779961“Ah bellissimo, ti sei divertita? … Oh, avevo pensato di farlo anche io! … Mah sei una persona diversa vero?... che sensazioni hai provato?”
Bèh un pellegrino, per lo meno io, non sa rispondere a queste domande perché il cammino non è qualcosa di magico, ed è personale. Profondamente personale. È inevitabile incontrarsi con sè stessi più che in altri viaggi, perché ci si sveglia al mattino e l’unica cosa che si deve fare è "camminare". Non si riempiono i vuoti, né si silenzia il cuore facendo programmi, osservando scadenze, svolgendo doveri quotidiani imposti, semplicemente si cammina da un punto ad un altro, ascoltando il proprio respiro, il proprio corpo, i propri limiti. I bisogni si semplificano, si riducono all’essenziale e nella pesantezza della fatica della strada, si diventa leggeri.
“Cosa ti ha portato a decidere di fare questo tipo di viaggio? E perché adesso?” Questa è un’altra delle classiche domande che ti viene posta. Sembra tu debba avere una risposta unica, sensazionale, illuminante ma in realtà io non avevo un motivo “scatenante”, solo il desiderio di fare un viaggio da sola con Ilenia. Non Ilenia mamma, Ilenia figlia, Ilenia amica, Ilenia maestra, Ilenia sorella; ma io e Ile, senza forme a cui aderire, senza doveri da rispettare se non quello di ascoltarsi a vicenda io e lei.
Ho comprato il biglietto il 2 febbraio di quest’anno e volutamente per mesi non ho dato notizia dell’intenzione ad alcuno. Ho scelto il cammino portoghese perché ne avevo avuto racconti come di un cammino non affollato, ma non deserto, una terra di grandi bellezze naturali popolata da gente accogliente. La sera del 2 febbraio, stesso giorno dell’acquisto del volo, andando a dormire lo sguardo si posa sul comodino dove tengo un calendario di quelli con frasi ispirate dai romanzi e da grandi scrittori. Diceva:
“Al di là che si abbiano molti amici o che si sia soli, è importante trovare qualcosa che permetta di non temere la solitudine” Mitsuyo Kakuta (La ragazza dell’altra riva)
Il cammino è iniziato a Oporto la mattina del 29 giugno e l’arrivo a Santiago è avvenuto il 7 luglio. resoconto di viaggio cammino di santiago 2 20180729 1209588050 Più velocemente di quanto credessi, le tappe sono state attraversate sempre in compagnia di un uomo portoghese, e di uno spagnolo. Gli altri incontri con una coppia di Praga, con una coppia pugliese, con un gruppo di insegnanti italiani, con una donna australiana, diverse ragazze tedesche, tante donne sole, mi hanno accompagnata per singoli tratti, per poi ritrovarci alla fine. Reinaldo e Ramon invece sono stati i compagni più presenti. Ma l’arrivo alla cattedrale di Santiago è avvenuto da sole, io e Ile. Da sole eravamo partite e sole siamo arrivate. Ramon era partito alle 4 a.m. perché voleva essere presente alla messa delle 12, e a circa 4 km dalla cattedrale Reinaldo ed io senza spiegazioni ci distanziamo, arrivando così alla piazza Obradorio ognuno per conto proprio. Volevo fosse cosi e non è stato necessario neanche dircelo.
Qui si chiude la prima parte del cammino, saluti e promesse di sentirsi con gli altri. Nessuno dei miei compagni fin lì incontrati continua per Finisterre. Così mi fermo a Santiago il giorno seguente per aspettare e salutare chi arriva quel giorno e chi parte per tornare a casa. Lunedì 9 luglio inizio un altro cammino, così lo vivo, di nuovo sola da Santiago a Finisterre. La tristezza sentita in quella giornata di saluti e distacchi nella città che nonostante il sole e il cielo azzurro mi era sembrata cupa e pesante, svanisce quando zaino in spalla e scarponi ai piedi riprendo a camminare la mattina seguente.
resoconto di viaggio cammino di santiago 7 20180729 1894879944Questi tre giorni si riveleranno i più solitari di tutti, 100 km tra boschi, campi, dure salite per giungere alla vista dell’oceano Atlantico. Prima a Muxia e infine a Finisterre. Ho camminato quasi sempre sola.
Questa strada odora di nostalgia. Nostalgia della mia infanzia, nostalgia di mia nonna, delle cure, il silenzio e il caldo con il lavoro nei campi, odorano di un lontano conosciuto. Nostalgia della sensazione di avere tutto il tempo davanti e non sapere neanche cosa significhi che non è più tempo... Nostalgia della certezza dell’accoglienza e dell’amore incondizionato. “ Puoi andare lontano, migrare, farti pellegrina e viandante ma le radici sono sempre con te, le devi sentire, accettare e accogliere e, se puoi, ritornarci, ricongiungerti a loro. Perché tu sei anche quelle radici” A.Beltrame
Già io sono “anche” quelle radici, ma mi hanno ispirato le parole di padre Fabio durante la meditazione alla cattedrale di Santiago e le faccio mie: Non facciamoci condizionare dal nostro passato, facciamoci condizionare dal futuro. Da ciò che vogliamo essere. E’ davvero specchio della mia vita di questo momento storico, cammino sola, Ile frutto del mio vissuto e delle mie radici, incrociando e incontrando sul mio cammino nutrienti energie portate da esseri umani speciali e offrendo loro le mie. Senso di libertà e rispetto dei propri ritmi e tempi ma senza senso di solitudine. Grazie a Paula, Gloriana e Gabriele compagni di queste bellissime tappe fino alla fine del vecchio mondo.

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