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"But Baxt ta Sastipè" cioè "che voi possiate essere sani e fortunati"

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Piove, è giovedì e sono le 8 del mattino a Palermo. Il campo nomadi si trova in una nicchia della Palermo bene, vicino lo Stadio delle Palme e poco distante dallo stadio di calcio. E' immerso nella riserva di caccia reale del parco della favorita. Diversi atleti e semplici cittadini si alzano presto per allenarsi anche prima del lavoro.Sono già stato al campo Rom per chiedere il permesso di fare qualche scatto. Ho parlato con delle donne ma è necessario parlare con i responsabile del campo.

I capi in effetti sono tre, di tre etnie differenti. La pioggia ed il mattino presto possono aiutarmi. Non ho portato apposta l'ombrello. Mi lascio bagnare. Parlo con Beriò e Alì e ho il permesso di fare foto. Mi portano in giro e mi fanno da guida. Poi la pioggia aumenta e mi lasciano correndo sulle loro ciabattine incrociate tra pozzanghere e fango, mani in tasca stretti nelle loro giacchette luride.

 

Da una baracca esce musica a tutto volume che rompe il grigiore della giornata. E' Alexian Santino Spinelli, un virtuoso. Collabora con i suoi testi con l'università di Trieste dove si fanno studi sulla lingua Rom. Manca l'acqua e le cisterne lasciate dal Comune sono vuoti a perdere ad abbellire il paesaggio. Molte donne raccolgono quella piovana con tini e bacinelle. Laveranno i panni un'altra volta.
Non ho notato servizi igienici in tutto il campo. Qui e là segni di falò  ed immondizia bruciata.

Si brucia un pò di tutto. Sia se nasce un bambino, se è giorno di mestruazioni, se si parte  o se si è arrivati.
All'improvviso arriva sotto una pioggia battente l'autobotte comunale. E' quasi festa. Parlo con diverse famiglie di vari argomenti. L'assedio serale dei ratti che infestano tutto il campo, l'educazione dei figli alla scuola dove dovrebbero frequentare ma che disertano dopo poco tempo dall'iscrizione. Perché? chiedo io. Elemosina, rispondono. Un bambino può produrre circa 200€ al giorno soltanto con l'elemosina.

Conosco famiglie di varie provenienze. Un gruppo proviene dal Kosovo, sfollati dopo la guerra e sono musulmani. Sono questi i Rom Khorak Hane; poi  i Rom Dasik Hane, cristiani ortodossi-serbi e ancora i Rom musulmani montenegrini che vivono in fondo al campo.
Questa è in un'unica parola la gente zingara a Palermo. Li vedo costretti a vivere in condizioni di degrado e sporcizia. Vivono in roulotte che sembrano abbandonate su un enorme spiazzo incolto e fangoso. Tutt’intorno mucchi di spazzatura e baracche cadenti. A causa della scarsa igiene due bambini sono morti per via della meningite.


Dell'anno scorso è la notizia di una bambina morsa da un ratto. Poi catturato è stato pesato 2,5 kg. Ho incontrato la bimba che adesso ha 3 anni e sta bene. S'è fatta fotografare con il fratellino mentre mi sorrideva sotto una pensilina al riparo dalla pioggia.
I Rom definiti nomadi, clandestini, zingari, ancora oggi sono chiamati da qualcuno “Figli del vento”, definizione che più che altro rispecchia la loro atavica tendenza a levare metaforicamente le tende quando le cose si mettono male.


Ho visto anche zingari felici ... cantava Claudio Lolli. 
Abbastanza allegri di sicuro, proprio felici non direi.

Articolo e foto di N. Pillitteri

http://www.fotoup.net/000Pro/2513/but-baxt-ta-sastipe