Con il numero 155º Witness Journal torna ad esplorare la profondità di rapporto fra l’identità collettiva, la memoria storica e le sfide sociali e ambientali in corso, di cui dobbiamo e vogliamo essere sempre più protagonisti. In prima linea l’inaccettabile massacro di Gaza, davanti al quale non possiamo che unirci a gran voce al grido di pace (e giustizia) degli oltre 10.000 manifestanti che hanno sfilato tra i sentieri dell’Appennino bolognese, da Marzabotto a Monte Sole.

“Quello che sta accadendo a Gaza è un genocidio” per dirlo senza mezzi termini con le parole di Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto. A tracciare il parallelo tra la memoria della violenza subita in queste terre ottantun’anni fa e l’orrore che si sta consumando in Medio Oriente sono i numeri, sempre più mostruosi: oltre 56.000 palestinesi uccisi – per lo più civili – e più di 131.000 feriti. Tra questi, più di 15.600 sono bambini.
É questa la punta dell’iceberg di un ormai conclamato strapotere economico di pochi, “difeso” con l’industria delle armi e in apparenza destinato a non sciogliersi, nonostante i picchi di caldo da record e il riscaldamento globale che pure avanza, inesorabile e ogni giorno più tangibile. [vai al link]