“Taranto non è soltanto una città; è un paradigma. Nel 2022, le Nazioni Unite l’hanno ufficialmente inserita tra le *zone di sacrificio* globali, quei luoghi dove la salute umana e l’integrità ambientale vengono sistematicamente obliterate in nome di un presunto interesse strategico nazionale.” Così esordisce Cosimo Calabrese nello struggente servizio di apertura del nuovo numero di Witness Journal. Zone di sacrificio, a beneficio di chi? Per la seconda volta a distanza di un numero, la domanda è la stessa: fino a che punto siamo disposti a sacrificare diritti e beni comuni, naturali e non, spazi democratici e ricchezze condivise, se non la vita stessa, per gli interessi esclusivi di pochi?
Lo scorso 6 dicembre, all’età di 73 anni moriva nella sua casa di Bristol uno dei fotografi più importanti e innovativi del secolo corrente. Martin Parr ha sempre raccontato la realtà in modo ironico, pungente, dissacrante, provocatorio e ci ha lasciati con più di un interrogativo a cui rispondere. Le sue foto erano uniche per l’epoca: non ricercavano un’eleganza formale, ma sorprendevano il soggetto con la violenza di un flash quasi sbagliato. I colori super saturi strappavano con forza frammenti di realtà, dotandoli di vita propria e staccandoli dal flusso di banalità quotidiana. Fra i temi indagati: il consumismo, il turismo, la cultura di massa, il cibo spazzatura e l’estetica pubblicitaria. [---]

