A qualche anno dalla scomparsa mi tornano alla mente alcuni scatti di Salvo Fundarotto. Qui, in questo ritratto  Jorge Luis Borges raccontato in un una sola fotografia dal fotografo palermitano.

Borghes nato nel Barrio Palermo a Buenos Aires ma ritornato alle origini dell'altra Palermo quando, nel marzo del 1984, il grande scrittore argentino fu insignito della "Rosa d'oro", premio istituito dalla casa editrice palermitana Novecento.

da http://ricerca.repubblica.it di Agostino Spataro

«Ricordo che Borges era molto contento di andare in Sicilia. Per lui era una sorta di viaggio iniziatico alla scoperta di Palermo, la città da cui si origina il nome del suo barrio natale, e dell'Isola di Omero e dei filosofi greci a lui tanti familiari, fin da bambino». Così Maria Kodama, vedova di Jorge Luis Borges, parla del loro viaggio a Palermo nel marzo del 1984 dove il grande scrittore argentino fu insignito della "Rosa d'oro", premio istituito dalla casa editrice palermitana Novecento.
[...] «Il nome di Palermo gli ricordava il suo amato barrio natale, nel quale visse la sua infanzia, dove - come scrive nella "Fundacion mitica di Buenos Aires" - è nata la città. Per Borges, Buenos Aires non è nata a la Boca, ma a Palermo». La controversia ormai è chiarita giacché la Palermo di Buenos Aires prende il nome da Juan Dominguez, uomo d'affari di Palermo, che nel 1582 si trasferì dalla Sicilia alle rive del rio de la Plata. «I templi li ri-conosceva attraverso gli scritti dei filosofi dell'antichità. Ha insistito per visitare le rovine di Agrigento, la patria di Empedocle, e di Selinunte.
Mentre accarezzava le colonne mi chiese di leggergli qualche brano di Omero... Così Borges vedeva».

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Foto di Salvo Fundarotto