di Monica Poggi

L’invisibilità della guerra
Alcune storie su come guardiamo il dolore degli altri
[ … ] Eppure alcune riflessioni a monte rimangono attuali, perché parlano di qualcosa che è nato con la nascita della fotografia ma che nei duecento anni della sua storia non si è modificato sostanzialmente: vale a dire il nostro statuto di spettatori e il modo in cui la visione della guerra agisce sulle nostre coscienze di cittadini, dei nostri stati e del mondo. [...]
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Foto missione Artemis II, in basso a destra Venere molto luminoso. Nikon D5

Foto Terra missione Apollo 17. Hasselblad 500EL/EDC

Le missioni Apollo (1969-1972) hanno utilizzato principalmente fotocamere Hasselblad 500EL e 500EL/M (modello EDC - Electric Data Camera), cariche di pellicola Zeiss, modificate per operare nel vuoto e alle temperature estreme della Luna. Artemis II, al contrario, utilizzerà fotocamere reflex digitali Nikon D5 professionali per documentare la missione con foto e video in alta risoluzione.
Macchine Fotografiche Apollo (Luna):
Hasselblad 500EL/EDC: Macchine fotografiche di medio formato, modificate con finitura argento per gestire le radiazioni solari e dotate di una piastra interna (Reseau plate) che sovrapponeva crocini di riferimento alle foto.
Obiettivi Zeiss: Zeiss Biogon 60mm f/5.6 e Sonnar 250mm f/5.6.
Pellicole Kodak: Utilizzate pellicole speciali, tra cui Kodak Panatomic-X (bianco e nero) e Kodak Ektachrome (colore).
Nikon F: A partire dall'Apollo 15, sono state introdotte le Nikon F modificate come fotocamere 35mm di supporto.
Macchine Fotografiche Artemis (Moderno):
Nikon D5: Saranno utilizzate reflex digitali Nikon D5 all'interno della cabina Orion, scelte per la loro robustezza, affidabilità e capacità di scattare sia foto che video in alta risoluzione.
Ottiche: Utilizzo di obiettivi grandangolari e teleobiettivi per catturare la vista dalla navetta e le operazioni interne.

In sintesi, si è passati dall'affidabilità meccanica del medio formato a pellicola Hasselblad, abbandonato sulla Luna per ridurre il peso, alla tecnologia reflex digitale Nikon per le moderne missioni Artemis.

Mercato centro culturale Argenta FE 7/03-12/04 2026
Piazza Marconi 1 
interpretazioni fotografiche di
Elisabetta Dell'Olio e Beatrice Pavasini
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Se n'è andato così, Nino qui ritratto con Letizia Battaglia. Un grande amico. Uno che tracciava solchi profondi. Uno dei primi ad arrivare sui luoghi del Belice dopo il terremoto, in vespa nel 1968 e che poi rimarrà ad aiutare a scavare per settimane. Severo ma giusto. Ironico e divertente. Di quella volta che commissionò al giovane Tony Gentile diverse foto di una portaerei americana ancorata al porto di Palermo. Li oltre la nave non c'era nessuno in banchina e vista da destra o sinistra la foto era praticamente la stessa e Tony ne scattò solo una e gliela comnsegnò. Quando uscì dalla busta quell'unica foto, lui che ne aveva chieste diverse e con ufficiali e marinai e picchetti esclamò: " ma cu arrivò Cartier Bresson?"

Mi aveva coinvolto in Dialoghi Mediterranei anni fa e di tanto in tanto scrivevo un pezzo corredato di foto. L'ultimo, sul viaggio in Uzbekistan, gli era piaciuto tanto e ne aveva scritto una sua versione immaginando un ideale di Samarcanda dalla sua poltrona di casa. Poi al telefono mi diceva che ci sarebbe voluto andare con sua moglie Enza...

qui alcuni dei suoi scatti e fra questi il mio shot preferito: scatto ripreso dopo un attentato dell'ETA a Madrid. Ciao Nino e Buona Luce

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