Witness Journal celebra il suo 150º numero! Un traguardo che racconta quasi 20 anni di passione e impegno. 150 numeri di fotogiornalismo indipendente, 1200 reportage tra persone, luoghi, sfide e speranze.
https://witnessjournal.com/magazines/wj148/
Era il gennaio del 2017 a Bologna, quando Witness Journal e TerzoTropico con il supporto di Arci, inauguravano la prima edizione del festival, nato per dare visibilità e spazio al lavoro di autrici e autori ancora poco conosciuti, con voci forti e inedite. Closer – Dentro il reportage il Festival di Fotografia di Fotogiornalismo, si rinnova con cadenza biennale e un programma fitto di incontri e workshop.
Fra gli obiettivi c’è innanzitutto la diffusione di una fotografia che possa essere racconto ed incontro, dialogo, inclusione, confronto e partecipazione. Conferenze, workshop, mostre collettive e letture portfolio gratuite da sempre accompagnano l’esposizione principale, mettendo a fuoco ciò che davvero conta: le storie di tutti noi. La forza umana che queste storie trasmettono ha forse ancora il potere di abbattere il muro di indifferenza che ci separa dalla realtà, nell’inferno del presente quotidiano? Closer si propone di restituire alla società una visione più autentica e accessibile del mondo, lasciando che le immagini raccontino senza filtri storie di vita, di persone, di mondi vicini e lontani. Nelle prime sei edizioni ha ospitato più di 30 mostre di autori emergenti, oltre ad incontri con fotografi di grande talento e sensibilità fotografica ed umana, fra questi Francesco Cito, Fausto Podavini, Dario De Dominicis, Paolo Marchetti e tanti altri.
Oggi, a più di sette anni di distanza da quella prima edizione, il festival è cresciuto e si è evoluto. Noi di Witness Journal, pur non essendo più tra gli organizzatori diretti, siamo entusiasti di partecipare come media partner all’edizione in mostra presso Qr Photogallery, realizzata e curata dalle associazioni TerzoTropico Aps e Tempo e Diaframma Aps e dalla Pro Loco di Budrio, in collaborazione con il Comune di Budrio e con il sostegno del Comune di Bologna.
Closer rimane un punto di riferimento per tutti coloro che credono nel potere delle storie visive. È un luogo d’incontro per fotografi, professionisti, amatori e curiosi che continuano ad esplorare un linguaggio che da quasi due secoli è parte integrante della nostra società, ma che è in continua evoluzione.
I finalisti di quest’anno presentano temi ed interrogativi urgenti e inderogabili, come la precarietà abitativa e l’impatto del cambiamento climatico sull’esistenza delle future generazioni; la crudezza della nascita nell’Africa subsahariana e il grande gioco della disumanità lungo la Rotta Balcanica; l’eterno mistero del rapporto fra uomo e fede e la poesia della ricerca nel viaggio.
Le mostre sono visitabili fino al 3 novembre 2024. Qui il programma completo del Festival.
La Redazione WJ
Da oggi è disponibile il 153º numero di Witness Journal, un’edizione dedicata alla capacità dell’umanità di affrontare e adattarsi ai cambiamenti. Il terremoto in Myanmar dello scorso 28 marzo è un esempio di come di fronte a disastri naturali, sempre più frequenti e devastanti, emerge con forza la necessità di un approccio sostenibile, sia nella costruzione degli edifici che nella gestione del territorio. Proprio a Sagaing, epicentro del recente sisma, Marco Riccioli – autore presente anche in questo numero – aveva realizzato un progetto, pubblicato nel numero 127 di Witness Journal.
Storie di Lotta, Resistenza e Speranza
- Ricordo di Giuseppe Pinelli, un uomo che è stato molto più di una semplice vittima. Anarchico e partigiano, ferroviere di professione, Pinelli perse la vita nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969, precipitando dalla finestra della questura di Milano a soli 41 anni.
- Cultura del Ladakh, regione dell’Himalaya che incarna il connubio tra natura e religione. I tibetani che abitano queste terre credono che la natura non sia solo un’entità da venerare, ma una manifestazione diretta del “principio vitale” che unisce l’uomo e il mondo naturale.
- Wallmapu, territorio ancestrale del popolo Mapuche, che si estendeva tra Cile e Argentina. Qui, il popolo Mapuche continua a lottare per il riconoscimento delle proprie terre.
- In Italia, affrontiamo la questione demografica, con un focus sul Delta del Po.
- Palestina, il progetto I grant you refuge, realizzato da sei fotografi palestinesi.
Con il numero 155º Witness Journal torna ad esplorare la profondità di rapporto fra l’identità collettiva, la memoria storica e le sfide sociali e ambientali in corso, di cui dobbiamo e vogliamo essere sempre più protagonisti. In prima linea l’inaccettabile massacro di Gaza, davanti al quale non possiamo che unirci a gran voce al grido di pace (e giustizia) degli oltre 10.000 manifestanti che hanno sfilato tra i sentieri dell’Appennino bolognese, da Marzabotto a Monte Sole.
“Quello che sta accadendo a Gaza è un genocidio” per dirlo senza mezzi termini con le parole di Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto. A tracciare il parallelo tra la memoria della violenza subita in queste terre ottantun’anni fa e l’orrore che si sta consumando in Medio Oriente sono i numeri, sempre più mostruosi: oltre 56.000 palestinesi uccisi – per lo più civili – e più di 131.000 feriti. Tra questi, più di 15.600 sono bambini.
É questa la punta dell’iceberg di un ormai conclamato strapotere economico di pochi, “difeso” con l’industria delle armi e in apparenza destinato a non sciogliersi, nonostante i picchi di caldo da record e il riscaldamento globale che pure avanza, inesorabile e ogni giorno più tangibile. [vai al link]





